domenica 18 marzo 2018



Agorà

trama: Nell'Alessandria d'Egitto del 391 dopo Cristo, la filosofa Ipazia, ultima erede della cultura antica e forse, in quanto donna, massima espressione di una lunga evoluzione civile e di una libertà di pensiero che non si rivedrà più fino all'epoca moderna, viene travolta dalla crisi di un mondo, quello pagano, che non ha saputo ripensarsi, trovandosi così impreparato di fronte al nascere - e presto al dilagare - di movimenti religiosi sempre più fanatici e intolleranti. Fra questi i "parabolani", la setta cristiana che arriva a distruggere la biblioteca del Serapeo, dove Ipazia lotta insieme ai suoi discepoli per salvare la saggezza del Mondo Antico. Tra questi ultimi, due uomini in lotta per il cuore della filosofa: l'arguto e privilegiato Oreste e Davo, il giovane schiavo di Ipazia, che è diviso tra l'amore segreto per lei e la libertà che potrebbe ottenere se si unisse alla rivolta ormai inarrestabile dei cristiani. Con ostilità implacabile, il vescovo Cirillo attacca senza sosta "l'eretica" Ipazia, fino a condannarla a morte

giovedì 1 marzo 2018

Il mito della caverna di paltone
il mito della caverna, raccontato nel libro VII della Repubblica. Il flosofo greco immagina che alcuni schiavi siano incatenati fn dall’infanzia in una caverna in modo tale da vederne solo il fondo, sul quale sono proiettate le ombre prodotte da statuette che vengono fatte passare alle loro spalle, al di sopra di un muretto, illuminate da un fuoco.
Dalla loro posizione, gli schiavi non vedono le statuette e credono che le ombre siano l’unica e la vera realtà esistente. Uno schiavo, però, si libera e riesce a vedere le statuette, fonte delle ombre; uscito dalla caverna, può capire, quando gli occhi si sono abituati alla luce, che a loro volta le statuette non sono la vera realtà, che è invece al di fuori della caverna. Ma, abbagliato dalla luce, non può vedere le cose subito: deve prima accontentarsi
delle
immagini rifesse nell’acqua, fnché tutto gli appare più chiaro e può alzare lo sguardo addirittura al sole che tutto illumina.
Lo schiavo, identifcabile con Socrate non si accontenta di tenere per sé la scoperta fatta, ma rientra nella caverna per portare la verità agli altri schiavi .
viene inizialmente deriso da chi non crede a una realtà diversa da quella fno allora contemplata, e infne ucciso. Il mito illustra bene il presupposto di fondo di tutta la flosofa di Platone, l’unione tra conoscenza, educazione e politica.



Atene e l'educazione del cittadino
Ad Atene si impone un modello educativo coerente con le istituzioni democratiche che si sono sviluppate e diverso da quello spartano.
ad Atene prevale il principio della Dike, della giustizia: la polis non è fondata sulla forza, ma sulla legge. L’ areté ad Atene coincide dunque con una vita condotta secondo giustizia.
È Solone, legislatore vissuto tra il VII e il VI sec. a.C., a proporre questo ideale anche attraverso i suoi testi poetici: anzi, egli a Dike, la giustizia, sostituisce Eunomia, la buona legge, che egli stesso ha contribuito a introdurre ad Atene. L’areté è intesa come virtù civica: una forma di rispetto e dedizione verso lo Stato e le leggi, considerati beni superiori da conservare con ogni sforzo. 
Quindi vengono coltivate, oltre all’educazione fsica e alla musica, come a Sparta, anche la lettura e la scrittura. La scuola è però per lo più privata. 
I ragazzi vengono accompagnati a scuola da uno schiavo, il pedagogo, letteralmente “colui che guida il fanciullo”, mentre le ragazze restano in casa, a diferenza di quanto avviene a Sparta. Il ciclo formativo ateniese si articola in diverse fasi:
• formazione in famiglia fno ai 7 anni; 

• dai 7 anni fno ai 14 i maschi vanno a una scuola elementare di quartiere o a una scuola privata;
• dopo le elementari alcuni ragazzi seguono corsi di studio superiori per quattro anni;
• al compimento dei diciotto anni di età avviene l’ingresso nella scuola militare, dove si resta fno ai venti anni. 


 Sparta e l'educazione del soldato

La società spartana è divisa in tre classi: degli spartiati, i cui membri godono di pieni diritti politici e possono dedicarsi all’attività militare e alla guerra, ma non possono svolgere alcun’altra attività; i perièci, uomini liberi, artigiani e commercianti, ai quali è permesso avere proprietà, ma sono privi di diritti politici, in quanto non sono considerati cittadini. 
L’altra classe spartana è quella degli ilòti, schiavi senza alcun diritto, che in genere sono contadini.
A Sparta la formazione è scandita in questo modo, per i bambini che hanno superato la “selezione” iniziale  .
• in famiglia dalla nascita fno ai 7 anni d’età; 
• dai sette anni in poi lo Stato sottrae i fgli maschi alle famiglie, inserendoli in fratellanze, gruppi che cambiano per fasce d’età: fanciulli (7-11 anni); ragazzi (12-15 anni); éirenes o efebi (16-20): si tratta di scuole militari;
 • a 20 anni i giovani fanno ingresso nell’età adulta. 
A Sparta anche le ragazze vanno a scuola all’età di 6-7 anni, entrando in sorellanze. Forse ricevono un’educazione molto simile a quella dei maschi, sottoposte a dure prove: lo scopo è di temprare i loro corpi afnché partoriscano fgli forti. Da questo punto di vista, Sparta costituisce un’eccezione rispetto al resto del mondo greco, sia per l’educazione femminile sia per la stessa condizione delle donne, che godono di maggiore libertà.


L'educazione nel mondo Greco
La civiltà greca si sviluppa in un contesto diverso da quello delle prime grandi civiltà che abbiamo studiato nell’Unità precedente: non nasce infatti in fertili pianure attraversate da grandi fumi, ma in un territorio particolare, diviso tra piccole isole e zone montuose continentali. Le testimonianze più antiche di una qualche forma di educazione provenienti
da quest’area sono i miti. In particolare sono giunti fno a noi due poemi, la cui versione fnale risale al VII secolo a.C.: l’Iliade e l’Odissea.
sione fnale risale al VII secolo a.C.: l’Iliade e l’Odissea.
I poemi sono grandi narrazioni di personaggi eroici. Si presentano quindi
come una forma di intrattenimento, ma al loro interno contengono informazioni sugli dei, l’origine del mondo, la navigazione, le tattiche di guerra ecc.
L’Iliade racconta l’assedio della città di Troia, in Asia Minore (l’attuale Turchia),
a opera degli Achei: qui ci troviamo di fronte all’areté guerriera. Gli eroi sono esempi, modelli educativi di virtù belliche: inseguono onore e fama. 
L’Odissea narra invece delle peregrinazioni attraverso il Mediterraneo di Ulisse
(l’astuto e valoroso combattente che ha escogitato lo stratagemma del cavallo di legno per espugnare la città di Troia). Ulisse, con i propri compagni, si trova in situazioni difcili che richiedono, oltre al coraggio e alla forza, una buona dose di astuzia e intelligenza.  

domenica 4 febbraio 2018


La Cina: sistema scolastico e scuole filosofiche

 In Cina il sistema scolastico è più sviluppato e articolato che in India. La sua funzione è infatti quella di preparare i funzionari politici (chiamati mandarini), sottoposti a una severa serie di esami che testano la loro formazione letteraria e morale. Le informazioni che possediamo risalgono al XII secolo a.C. e da esse sappiamo che accanto alle scuole nelle quali i nobili ricevono insegnamenti teorici e un’educazione militare, esistono anche scuole per contadini, dove uomini e donne si recano dopo il loro lavoro nei campi.
Il rapporto maestro-allievo, che abbiamo evidenziato in alcuni degli altri
modelli educativi delle prime civiltà, in Cina assume particolare rilevanza nelle scuole flosofche. La Cina conosce infatti una grande foritura del pensiero flosofco. Possiamo individuare due correnti di particolare rilievo, il taoismo e il confucianesimo. 

TAOISMO
Questa corrente flosofco-religiosa nasce dall’insegnamento di Lao Tzu (VI-V sec. a.C.). Il Taoismo predica il ritorno a una esistenza “naturale” che, rinnegando la cultura “corruttrice”, ritrovi un’armonia con tutto il cosmo. Gli insegnamenti di Lao Tzu sono tramandati nel Libro del Tao (cioè, della “Via”).

 CONFUCIANESIMO
L’insegnamento di Confucio (551 a.C. ca.-479 a.C.), trasmesso in aforismi raccolti nei Dialoghi, sostiene invece la necessità di un’ampia formazione culturale che comprenda letteratura, arte e flosofa e che stimoli la crescita morale, basata anche sull’esempio ricevuto e sulla responsabilità personale: quest’ultima è più importante delle imposizioni esercitate dallo Stato. La pedagogia confuciana si propone quindi di formare un funzionario colto.


L'educazione nell'estremo oriente
 Il modello educativo improntato all’insegnamento dell’obbedienza alle leggi dello Stato e della religione non è esclusivo del mondo egizio e mesopotamico, ma è presente anche nella civiltà indiana e nella civiltà cinese. Due aspetti peculiari della società indiana sono la divisione in caste e l’infuenza della religione. 
L’antica India infatti ospita due religioni, l’induismo e il buddhismo (in seguito la situazione è diventata più complessa, con il sopraggiungere di altri culti) .

INDUISMO 
È la religione più antica, che risale all’invasione dell’India da parte degli Arii intorno al 2000 a.C. Un concetto fondamentale dell’induismo è la reincarnazione. Alla morte del corpo l’anima si reincarna in un altro essere vivente in un ciclo senza fne. I testi sacri dell’induismo sono i Veda, sui quali si basa la formazione dei sacerdoti induisti, i bramini, che costituiscono una delle quattro caste fondamentali. I Veda sono stati trasmessi oralmente fno all’VIII secolo d.C., e perciò fno a quel momento anche l’educazione si è sviluppata senza ricorrere alla scrittura. Anche in seguito si è basata sostanzialmente sul metodo mnemonico, adottato per ricordare i passi dei testi sacri, e sul ragionamento, che impegna in un dialogo serrato maestri e allievi.

BUDDISMO
Dal VI secolo a.C. (contemporaneamente alla nascita della flosofa nelle colonie greche, come vedremo nell’Unità 2) si difonde in India un’altra religione, a opera di Siddharta Gautama (565 ca.-486 ca. a.C.), detto il Buddha, cioè il “risvegliato”. Buddha, un giovane principe indiano, insegna un percorso di purifcazione, attraverso il quale l’individuo deve emanciparsi dai bisogni materiali e approdare al nirvana, una condizione di assenza di desideri e dolori. Inoltre, in
Sopra, bramino che studia il mantra durante la sua
meditazione Rishikesh. Uttranchal, India. Vivek Sharma/Alamy Sotto, forma cosmica di Krisna, 1890
questo percorso, l’anima si libera dal ciclo delle reincarnazioni per fare ritorno al Tutto, cioè all’insieme indiferenziato della Natura.

                                                                    Alla scuola di Gesù  In, seguito le parole: si avvicinarono a lui i di...